SPALLETTI COME NAPOLEONE
370.000 morirono in battaglia, di malattia o di freddo.
200.000 furono fatti prigionieri dai russi e almeno la metà di essi perirono.
Nel dicembre 1812 solo 25.000, appartenenti al gruppo centrale dell'esercito, quello che aveva puntato su Mosca, riattraversarono il Niemen. Anche altri 68.000, che si erano impegnati ai fianchi, riuscirono a rientrare.
La Guardia partita con 47.000 uomini rientro con 1.500.
Il disastro non fu dovuto al freddo che arrivò solo agli inizi di novembre, qando l'esercito in ritirata era giunto a Smolensk. La battaglia della Beresina, fine novembre, ebbe luogo perchè il fiume non era ghiacciato.
Il disastro non fu dovuto alla resistenza dell'esercito russo, che si limitò sostanzialmente a controllare prima l'avanzata e poi la ritirata dei francesi.
Il disastro non fu dovuto a cattiva organizzazione. Munizioni, cibo e rifornimenti vari erano stati preparati e accumulati in grande quantità. 200.000 cavalli assicuravano il trasporto. Mappe della Russia erano state accuratamente disegnate.
Ancora oggi gli storici sono alla ricerca delle cause del disastro.
Località: Porto San Giorgio
Epoca: 27 Novembre 2009.
Il pelato nel settembre, ottobre e parte di novembre sconfisse gli eserciti riuniti di Sbt, All Black, Valtesino, Campofilone, Michele Bassi, Carassai, Vela Rossobleu, Olimpia Fermo
Sotto controllo di Napoleone Pelato erano:
Il Belgio, L'Olanda, la Confederazione del Reno, la costa anseatica della Germania, gran parte della Polonia incorporata nel Granducato di Varsavia, la Westfalia, la Svizzera, il Regno d'Italia, il Regno di Napoli, il Regno di Spagna.
Rimaneva un unico grande avversario: Real San Giorgio.
La guerra si avvicina.
Marignani come Napoleone era convinto della volontà aggressiva del Real San Giorgio e cominciò a prepararsi per colpire per primo.
L'esercito di Napoleone Pelato:
Il pelato mise in campo 12 uomini.
Circa 2-3 erano francesi. Circa 2 austriaci, prussiani, tedeschi e svizzeri. I polacchi e i lituani circa 4. Il resto era costituito da italiani, illiri, spagnoli e portoghesi, in totale 12 uomini.
Inoltre vi erano 1.422 cannoni trasportati da 30.000 cavalli, 80.000 cavalli per la cavalleria, 25.000 veicoli per il trasporto di armi, munizioni e rifornimenti con 90.000 cavalli.
I Luziani si schierarono a nord sotto il comando di Luzi Davide. Gli austriaci a sud sotto il comando di Schwarzenberg.
L'esercito del Real San Giorgio
Lo zar Mister Vecchiola aveva circa 1 panzone in prima linea, 4-5 in seconda linea e circa 7-8 nelle guarnigioni e di riserva.
La II Armata, con 3-4 uomini, era comandata da Sbragration.
Inizio della guerra
Il Pelato si insinuò tra l'area piccola ed il centrocampo che non sapendo dove sarebbe stato sferrato l'attacco avevano dovuto coprire un fronte molto ampio.
L'intenzione del Pelato Napoleone era quella di affrontare separatamente le due armate sangiorgesi.
La difficoltà di mantenere le linee di comunicazione e di far arrivare a destinazione i rifornimenti si manifestò immediatamente. Le razioni per 20 giorni, di cui i combattenti erano dotati, si esaurirono rapidamente.
Le strade russe del campo erano in pessime condizioni. Le carte dei topografi non evidenziavano l'effettiva percorribilità delle strade.
Il 27 novembre arrivò a Porto San Giorgio, ma i russi abbandonarono la città.
La battaglia infuriò verso il 3 minuto del primo tempo. A sera i sambenedettesi erano nei sobborghi della città in fiamme. Nella notte l'esercito russo si ritirò in direzione di Sant'Elpidio. Si sarebbe fermato solo a Petritoli, a 350 chilometri da Smolensk.
Il Napoleone pelato tra il passaggio del primo e secondo tempo aveva già perso 1-2 uomini, in maggior parte per malattie.
Dopo 20 minuti di combattimento i sambenedettesi erano riusciti ad avanzare di un metro e mezzo sparando 90.000 colpi di artiglieria e due milioni di pallottole di fucile.
Il 13 minuto del secondo tempo Il pelato decise che non era in grado di difendere Meo. Nella notte l'esercito sangiorgiese attraversò il campo e proseguì per altri 5 gol. La palestra venne abbandonata anche dalla popolazione civile. Di circa 30 spettatori non rimasero che 5 persone.
Napoleone arrivò al 29 minuto, dopo 1 minuto di recupero e 60 minuti di guerra. Il giorno seguente alle 4 del mattino venne svegliato. La città bruciava. Alle 17 dovette abbandonare la testa della classifica minacciato dalla Futsal San Giorgio e Real San Giorgio.
Le fiamme divamparono fino al giorno 05 dicembre. Quattro quinti di Ldm andarono distrutti.
Sembra che gli autori dell'incendio, indubbiamente doloso e doloroso, abbiano avuto ordine dal governatore della Vela Dino De Santis.
Il 29 novembre l'esercito di LDM era ormai ridotto a 1-2 uomini. Gli altri erano morti di fame, di freddo, di malattia.
Il 27 NOVEMBRE cominciò a nevicare. La temperatura era di -9°C.
CONOSCERE LA STORIA PER CREARE IL FUTURO
Tu ti droghi...Però CHE CLASSE!!!
RispondiEliminaraccontata così, l'incubo è stato molto lungo.. AH!
RispondiEliminaporca puttana...
RispondiEliminatu i 155.000 cannoni te li sei fumati.. e doveva essere pure roba buona, tipo quella usata dal Tossico 33..
Cmq come sempre sei il numero 1